Due generazioni

Martin Camaj

Martin Camaj

Mio padre era
uomo di triste figura
albero d’ulivo senza foglie
ma con frutti neri ad ogni ramo.

Il suo verbo riecheggiava in noi
fragorosamente
quasi fosse l’ululato di un lupo
famelico solo tra rocce.

Mio fratello ebbe
a prendere il suo posto,
mio fratello scalzo
– vento baio all’orizzonte.

Soffia al fuoco in autunno
a pieni polmoni
e ogni scintilla gli dà un figlio maschio.