IL NUOVO MONDO

Marco Ortenzi

Da ragazzi il continente era solo una lunga striscia di costa
dormivamo in alberghi dove tutto era sempre previsto dal nulla
ogni sì della nostra innocenza, ogni no del nostro dolore,
da quel tratto di costa dando le spalle al mare
s’intuivano alberi bianchi, segreti non esotici di donna
e giochi teatrici d’un altro cuore.
Eppure uno stupore molto grande, in questo primo paese d’ovunque
l’anima non poteva sopravvivere a lungo oltre la sua frontiera
potevi credere che fosse soltanto il confine d’un corpo di ragazza
ma non era così, era l’altrove il giorno il nuovo mondo
c’era il sogno di nominarlo, di riconoscere i luoghi di quel mondo
di capire il perché di quella luce senza tempo né luoghi
ma bisognava lasciarlo respirarti ai confini del mare, chiamarti
lasciare che fosse anche lui a confermare il tuo nome, un battesimo.
Forse è così che hai creduto di vivere, da allora
in un sogno geografico innocente, in un sogno di topologia
in un sogno di topologia che non era soltanto un sogno
donato ogni giorno al mare non appena placati gli occhi
al ricordo del tempo del mare, del tempo marittimo