BLUE IN GREEN

Marco Ortenzi

Se tu non fossi che un’immagine blu su di uno sfondo blu d’una notte
daresti questo tuo solo colore, questa tua sola luce, alla tua sola notte
alla tua sola alba, alla tua sola preghiera, alla tua sola poesia
il perdersi nel breve infinito, nel breve spazio infinito
nel breve tempo infinito, sarebbe solo il blu d’un notturno
solo un nightglow, soltanto un sorriso del suono blu del jazz,
è che il cuore mimetico nella luce dei giorni non può essere solo
del colore degli occhi della malinconia, del colore degli occhi del mai
è verde, e il verde non è quasi mai selvaggio, è innocente
ma può fare del male, e allora impara dagli occhi del blu
un omaggio di verde allo spazio, un colore di flora perenne e di mare.
L’estate s’è persa a volte in un gioco leggero di venti
e il vento scomponeva i colori in una storia folle, appena folle
il blu, il verde e gli altri colori, e svelava il dolore del bianco
il dolore cieco del bianco, con una grazia cui non volevi credere
e a cui credevi, forse, così vedevi un altro gioco, nel tempo
e il bianco virava nel giallo d’un mezzogiorno distratto, atonale
forse pensavi ancora senza senso parole pure, e il giallo virava in blu