Nel bosco di faggi

Luciano Cecchinel

A ciascuno il suo
Col vento senza memoria
dai reticolati ossuti
ancora stille di cenere
sopra i basamenti neri
e poi ringhi come di cani furiosi
entro grate scabbiose di ruggine.
Qui a ciascuno di voi che faceste
del pensiero un vestito di morte
la sua razione di orrore,
di fame, di gelo,
il suo ultimo colpo, il suo uncino,
il suo rimasuglio esalato di fumo.
Ora non più gridi e versi
sfiatati di cavalli cantanti,
non più sforzi per pace di morte
per voi trasparenti
in nebbia di pioggia,
in lana di nubi.
Qui a ciascuno di voi il suo sospiro,
il suo silenzio, il suo cielo,
spiriti che vagate nell’aria
verso il piano celeste lontano
ripensando al lavoro del fumo
nell’abbandono dell’uomo, di Dio.
Da voi senza più bisogno
di preghiera e elemosina
noi pellegrini ansiosi di angoscia
ognuno a mendicare
il suo po’ di cuore,
di fame d’amore.
Nel bosco di faggi
bosco di faggi: a Buchenwald, campo di sterminio sulle colline nei pressi di Weimar, furono eliminati soprattutto gli uomini della Resistenza tedesca.
per ciascuno di voi: il cancello d’ingresso del campo reca la scritta “JEDEM DAS SEINE” (“A ciascuno il suo”).
il suo ultimo colpo, il suo uncino: nel campo non furono usati i gas asfissianti. Gli internati venivano uccisi in uno scantinato-mattatoio e quindi portati con un montacarichi al reparto dei forni crematori.
cavalli cantanti: per i prigionieri, costretti a trascinare cantando un carro carico di pietre, era stato coniato dagli aguzzini il nomignolo di “singende Pferde”.
da Perché ancora