febbre

Luciano Cecchinel

dal pulsare di un’oscurità roca
rinvieni, febbre, alla perduta traccia:
con la tua lanterna fosca, ubriaca
di vagolante conestoga, sbircia
fra i fluidi diciottoruote d’America
per una vecchia strada dietro la Grande Via
e tu qui, nuovo tempo di pattuglia,
non agitarmi in faccia la tua torcia,
non fissarmi fino al tuo occhio strabico,
sono solo un sonnambulo forastico
sulla traccia di un mio, di un tuo passato
come di un erratico dollaro scaduto

da Lungo la traccia