come vento astrale

Luciano Cecchinel

solo un po’ oltre l’Ohio River
spaurita contro il vento e la neve
c’è una valle a cui ritorno
per storie sfinite e sogni
anche se entro il suo vuoto
arde nudo,
filamento incandescente,
il mio tempo oscuro
e il cielo trema, la terra pulsa
di soffocato timore
mentre come vento astrale
un nuovo tempo ansima sulle autostrade
e i figli di coloro che furono
su aspre montagne
a far fieno, a mungere, a cagliare,
torcono la bocca in modo nuovo,
al ritmo di ossessi menestrelli
suggono guaiti di metallo
come lucenti cucchiai di miele
e danzano assorti in linea
oscillando a tempo il piede
poco o nulla sanno
dei vecchi delle terre lontane
che forse li guardano
con stupore o solo lieti
che non sappiano
di fieno e letame,
che piuttosto che gozzuti e ossuti
essere obesi sia il loro male
da Lungo la traccia