Tamerice

Lorenzo Mandalis

 

Lorenzo Mandalis

 

La mia siepe è la tamerice.
Un arbusto che non sa pronunciarsi.
Insicuro nel suo erigersi
sbilenco. Il progettatore
avrà pensato che non valeva
la pena di star lì a prendere
misure, a far troppi calcoli.
La bellezza toccherà altrove,
si sarà detto.
E così, eccole le mie tamerici:
lungo i pratini d’Antignano
la terra termina col loro vapore
verdastro; siepi che non escludono
sguardi. Ogni uomo che ci passerà accanto
saprà fingersi lontano e straniero,
riconoscerà dopo di loro
la malinconia del mare
e penserà che anche stando fermi
è sempre ora di naufragare.

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