Posti che non sono più posti

Lorenzo Mandalis

 

Lorenzo Mandalis

 

La strada dritta che percorrevo
dal Trinity a Ranelagh. Le mani
in tasca nel gelo picchiatore
d’occhi. Il mio riflesso sul vetro
del tram. A ripensarci ora – che fa molta
nebbia – sembra una via facile
senza selve oscure o smarrimenti,
una dolcezza che si dipana
dentro un passato di mattoni rossi,
d’una città di forestieri e gabbiani.
Ma io so che anche allora c’erano
tristezze. Strano. Strano che del tempo
rimangano solo i compendi
i riassunti, le epitomi. Strano che i posti
rimangano posti anche quando non ci siamo.
Strano che altri percorrano quella via
in cui manco.
È forse una forma di gelosia
la malinconia?

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