L’ipogeo

Les Murray

Les Murray

Sotto i giardini mobili di questo centro commerciale

giù per corridoi in cemento

fino a un piano di acqua piovana,

un lago nero che balugina tra moli,

illuminato artificialmente, senza vento né profondità.

Fasci rari di luce diurna

tremolano alla propria base. Come l’acqua si muove, le poche

macchine parcheggiate quaggiù

paiono beccheggiare. In ogni cosa

si tende quello schianto silenzioso,

quell’onda che persiste nel cemento.

La scatola di cartone

Da Lorenzo polpette al naturale

è naufragata in un fradicio scempio.

Detersivo Olandese appoggia sull’alto

identico muro. Ancora galleggia

Farina Autolievitante, ed i carrelli

pendono come arpe rovesciate

da cui cola argento.

Cosa aiuterà i credenti ma non praticanti

a sopportare la pace? L’acqua di superfice che stilla

in questo oltretomba tintinna melodiosa, ora,

ora fa cerchi nel nulla.

I giovani che scendono la rampa

si fermano, rumorosi, al margine dell’acqua.