Esplorazioni

Laurence Hutchman

Laurence Hutchman

In classe, quando avevo dodici anni,
tratteggiai diversi viaggi
su pallidi mari enciclopedici:
Magellano che doppia Capo Horn,
Livingstone nel continente nero.

E a migliaia di chilometri da casa
dove nessuno mai era giunto
Scott in Antartide moriva,
moriva per l’esplorazione pura;
spenta è la sua fiamma sulla pianura di nevi eterne.

Dopo scuola, lungo gli argini del fiume
ogni giorno era un’esplorazione,
l’attimo sempre cangiante,
il fiume di primavera montante,
e ad ogni ansa, una nuova terra.

L’insegnante non capì mai
il senso del nostro cercare;
la campagna per noi era la classe
e la corrente del fiume
spezzava il silenzio della terra.

Da qualche parte in Africa, l’osso mancante,
prima che la meteora rossa balenasse,
prillante giù per la notte antica,
giù per i cupi cieli di Ungava,
ancora prima, il cristallo
nato dal primo fuoco sulla terra nera.