orlavano sulle rocce le stagioni

Lamberto Donegà

A Stefano
III
Orlavano sulle rocce le stagioni le grandi scosse
del cuore in un luogo deserto, antiquato, asfittico .
Desideravi un invisibile abbraccio e un mio sorpreso sorriso
per il tuo ansimare oltre il cammino
Voleva strapparti gli ultimi anni, per rompere, modificare
la condizione umana ingenua di un disastro prodotto
da creature senza salvezza sempre allo stesso discorso .
del tempo inesorabile.
Il primato è il contatto con una verità,
realismo coatto, posizione della proprietà.
La giusta causa è altra cosa
dal destino “sperimentale”.
Uno specchio rifletteva,
gonfiava
il cuore e il bene del tuo cammino
in acque nascoste dai sassi: