Il vesuvio

Ivano Vazov

Ivano Vazov

Ne la corazza sua di lava nera,
presso l’azzurro mar, solo ed irato,
scuro gigante levasi il Vesuvio
e il cielo annebbia col suo denso fiato.

Pompei, Ercolano e Stabia a le sue falde
come scheletri dormon dissepolti;
il mare canta, mormora e riluce
e sussurran de’ mirti i boschi folti.

Scende la notte, la natura tace,
s’addormentano i boschi e il mar silente,
e il vegliardo gigante sempre desto
rischiara il cielo col suo fiato ardente.