Benedizione

Imtiaz Dharker

Imtiaz Dharker

La pelle si sgrana come un baccello.
Non c’è mai acqua a sufficienza.

Immaginane il gocciolio,
il piccolo tonfo, l’eco
in una scodella di latta,
la voce di un dio benevolo.

A volte, il flusso improvviso
della fortuna. Il condotto comunale scoppia,
l’argento si schianta al suolo
e il getto che scopre
uno scroscio di lingue. Dalle capanne,
un assembramento: ogni uomo donna
bambino dalle vie vicine
fa capolino, con pentole,
ottone, rame, alluminio,
secchi di plastica,
mani frenetiche,

e bambini spogli,
che gridano nel sole liquido,
i loro riflessi perfettamente lustri,
luce che abbaglia
e la benedizione che canta
sulle loro piccole ossa.