OGNI ESILIO

Ilde Arcelli

Ilde Arcelli

Nei tuoi occhi s’arrotolano gridi
ombre mobili di plenilunio ghiacciato
alberi secchi e mutilati fiori:
tu stai alle regole del gioco
e fingi d’esplorare ancora
ma altro tempo — felice —
frastorna la memoria
e già ogni esilio s’innerva
nel tuo sguardo, ogni paura antica
da LA CASA DI LIDE
«…il punto tra memoria e desiderio
si sposta, è alla deriva di un gorgo…»
(Mario Luzi)
E nel quasi-svegliarsi
nella non-consistenza
al di qua della soglia
giovane ancora pensarsi
con l’oro il riso la voglia
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non capire nel grigio
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confuso se è giorno di già
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o speranza di alba
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che neghi
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quest’altra reale
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barbarica età
«Ecco, qualcuno ci dice: sì, tu
mi entri nel sangue…
Che giova, egli non può trattenerci,
noi svaniamo in lui e intorno a lui…»
(Rainer Maria Rilke)
Per una volta entrare nell’altro
che adesso in mezzo alla strada
mi parla
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— scambiare il mio sé col tuo io
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i ricordi la pelle la bocca —
vedere le cose diverse
amarmi da fuori di fronte
però chissà se il tuo io mi va stretto
se l’occhio s’è accorto
del glicine timido sulla ringhiera
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— un universo tra plastiche stanche —
di un gatto che passa col rosso
di me che tremo per lui
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che semino idee sull’asfalto
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consumo parole nell’aria
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facendo l’amore col vento…
Ma almeno una volta più bello sarebbe
scambiare la vita aprire una porta
di un altro il sorriso sapere
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— di un’altra pietà —
LA LUCE