NON CHIEDETEMI MAI

Ilde Arcelli

Ilde Arcelli

Respingo pregiudizi secolari,
ricevo visite, lavoro e faccio spesa,
sorsi di tenerezza dono all’albero ricco
del mio sangue e intanto fino in fondo
vivo questa morte nata con me
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(nel continuo mutamento sempre me stessa
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con le cose che amo creo la bellezza,
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con quelle in cui credo libertà)
Ma la sera una teoria di pietrose tastiere
è bersaglio dolente per me sola
mentre un’ala di gabbiano canuto
oltre le sartie ferme del tempo
mi germina infinite dimensioni
scavando guance dal gemito roco
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(non chiedetemi mai perché le scriva
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queste cose totali dissepolte
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ai margini dell’umana solitudine)
Poi il vento che scava finestre
riaccende un fumido faro
per chi — come me — rimane
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alla soglia