La Fenice

Guglielmo Aprile

 

Guglielmo Aprile

 

La tv accesa fino a immergerci nel lago,
tanto per compagnia, invecchiamo
come posate chiuse nei cassetti
che non hanno imparato mai a volare,
la pelle perde tono e si frastaglia
in frattali, friabili, di ghiaccio,
la nebbia fa illeggibili i tatuaggi,
le vecchie asciugamani buone solo
per farne stracci. Eppure
il sole sfida cecità di secoli
trapassando le serrande abbassate;
lo scarabeo sopravvive agli imperi,
battezza l’alba dalla cenere di ieri,
dopo ogni gradino appena fatto
ne spunta in cima alla scala già un altro.

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