Crepuscolo

Giustina Menegazzi

Attraverso il pizzo della tenda
guardo il giardino.
I mattoni del pavimento
riflettono il rosa del tramonto
alto sul palazzo ancora illuminato dal sole
con le finestre aperte alla luce.
Ritorna al basso il mio sguardo attento
e felice di gioire il crepuscolo.
Il verde dell’erba è scintillante dopo la pioggia,
le piante sono ferme, statiche ma inebriate di vita,
restano superbi i due cipressi che fanno da sentinelle
vicino al lampione ed al cancello di ferro
dagli arditi ricami.
L’ulivo rimane impassibile e forte, le piante
dei limoni restano ancora al riposo dal freddo
in attesa di uscire al tepore, il ciliegio ha già
le gemme pronte ad accogliere la nuova stagione.
Il mio roseo geranio preferito si coccola come sempre
lungo il muro della casa, protetto e sicuro
ricco dei fiori, che mi ha regalato per tutta la stagione invernale.
Pallide rose di antico aspetto ancora fioriscono in una cornice
incantevole lungo il vecchio muretto di mattoni.
I rumori della città sono lontani,
le parole assenti aspettano la loro espansione
per rompere il silenzio appena sussurrate.