da Oreste

Ghiannis Ritsos

Ghiannis Ritsos

E quando gli altri esulteranno per la mia azione, noi due
piangeremo sopra la splendida spada insanguinata, degna di gloria,
piangeremo queste ceneri, questo morto, il cui posto
ha preso un altro, nascondendo completamente il suo viso scorticato
con un’onesta, venerabile maschera d’oro,
forse anche utile, nella sua forma grossolana,
come precetto, esempio, oppio per il popolo, paura del tiranno, esercizio
che continua lentamente, gravemente, la storia con ripetuti trionfi e morti,
non con la tremenda conoscenza (impossibile per la massa)
ma con la difficile azione e la fede facile,
la fede inflessibile, necessaria, sventurata
mille volte smentita e altrettante conservata
con le unghie e coi denti dall’anima dell’uomo – fede ignorante
che, formichina formichina, compie grandi imprese in segreto nell’oscurità.

Traduzione di Nicola Crocetti