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Gerardo Passannante

Quando non vedrò più le tue pupille,
sarò meno assetato di visioni;
quando non udrò più le tue inflessioni,
sarò più prigioniero dei rumori;
quando non gusterò più le tue guance,
il mondo sarà fatto inappetente;
quando non toccherò più le tue mani,
ritirerò le mie da altre offerte;
quando non sentirò più il tuo profumo,
l’olfatto sarà saturo di odori.
Quindi, tra l’indolenza
e la morte dell’anima
non resterà che un passo:
dopodiché, soltanto la memoria,
con la sua impietosa compagnia,
si frapporrà tra me e l’altra morte,
definitiva, eterna, della carne.