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Gerardo Passannante

Da audace, vorrei saperti offrire
la parte più sgradevole di me,
i difetti, i miei dubbi, le manie,
per darti una ragione di lasciarmi.
Essendo vile, invece,
sfodero un sapere che non ho,
una profondità fatta di libri,
e l’artificio della sicurezza.
Ma in questo guazzabuglio
di vizi e di virtù,
la viltà si tramuta in comprensione,
l’audacia si colora di eroismo:
sicché m’ammiri per la tolleranza
e lodi la magnanima bugia.
Eppure nel tuo errore sei nel giusto:
siccome la menzogna e l’onestà
non sono che strumenti d’emergenza
per l’unico, inglorioso tentativo
di non perderti.