Mendicanti

Gerard Hanberry

Gerard Hanberry

Ci deve essere anche spazio per il lutto
in questa città scintillante
di arroganza cortese.
Quelle torri splendenti che promettono
immortalità
– tenetele, tenete tutto –
non è che una valle tremula di portoni
sprangati.
Vado verso le colline colori sfocati,
ambra, rossi, blue elettrici.
Da qui posso vedere chiaramente,
templi, teatri, luoghi di sapienza e bugie.
E sulla testa? Il silenzio insolente delle stelle.
Siamo meno che mendicanti. Alla fine
non potremo rubare per te o avere in prestito
un’ora in più,
pur coi nostri poteri, nemmeno un ultimo,
bellissimo, balenante secondo.