Te ne sei andato come chi deve

Gabriela Fantato

Gabriela Fantato

a mio padre
IX.
Te ne sei andato come chi deve
con i giorni dentro l’orizzonte.
Nel comando, dicevi, è sempre
esatto il passo del plotone.
Era quello il filo delle tue costellazioni.

Te ne sei andato nella domenica
sbagliata al calendario.
Sei dove non c’è più paura
e il sonno è senza voce, senza
quel tremare.
Te ne sei andato con l’obbedienza
della pietra scesa a picco sul fondo.
La mano agitata nella stanza dove
non potevi avere che una sedia
e gli occhiali dentro la paura.
E’ stata veloce la fuga nell’inverno
di Milano e senza neppure
il mare per dire – dove andiamo
Da Nuovi poeti italiani 6 (Einaudi 2012,Milano), a cura di G. Rosadini
Dal poemetto A distanze Minime