La forma della vita

Gabriela Fantato

Gabriela Fantato

Cammini sul ciglio della strada
dove non c’è riparo, né contatto.
Tutto è compiuto
in questa città che ha la forma
di ogni altra città a venire.
Cola la notte dentro gli uomini,
strade a corridoio
dove scivola il gesto che sa
e tace — la ferita.
Sarà questa l’ora di dirlo
il tempo immacolato e crudele?
L’infanzia orfana,
la casa — una guerra nella pelle
che tiene la memoria.
Le luci, le luci sono troppo alte
per vedere l’ombra,
la vostra — la mia e il sangue
nel canto taciuto ai figli
dentro la pagina.
I corpi hanno perso il sogno
nel tanto spaccare la vita
con le unghie, sino in fondo,
nel dirlo ogni volta — estinto
il sogno
come fosse per davvero,
per sempre.
Cerco l’abbraccio nelle piazze
smagrite, lo trovo la notte,
lo inseguo nel piano inclinato
degli occhi.
Da The form of life- new and selected poems, Chelsea edition, New York, 2012,
trad. E. Di pasquale, pref. Giancarlo Pontiggia