In via Marmorata

Franco Buffoni

Franco Buffoni

In via Marmorata perché lì sbarcavano
Per essere lavorati e rifiniti
I marmi colorati
– Graniti e porfidi d’Egitto
Marmi neri e verdi di Tessaglia
E Spagna, gialli di Simitto –
E i bianchi delle Cicladi e di Luni.
Se passi lentamente urlano ancora
Da colonnine tortili
Per le fruste d’allora: la metà posteriore di una testa
E un avambraccio
Sono inglobati in soglia a via Bodoni.
Poi Roma stessa diventò una cava,
Dalla Camera Capitolina fu sancita
La tariffa della spoliazione:
Dodici denari a blocco
Per trasformare in calce i marmi colorati
E ai ferri gli abusivi
Cavatori clandestini. Mentre i bianchi –
Colonne e capitelli – da via Mormorata ripartivano,
Con urli nuovi per le vie dell’acqua
Dietro ai Banchi in sul fiume del Tevero.