IMITAZIONE

Francesco Dalessandro

Francesco Dalessandro

per A. B., ancora
Se un giorno mi lascerò, fuggendo
da questi viali di platani malati
e lungotevere invasi di traffico,
alle spalle la città nella tua Parma
verrò e salendo ai monti Casarola
raggiunta mi vedrai seduto
sulle sue pietre a piangere il fiore
della tua poesia per sempre caduto,
ma oggi nel caldo di un mattino
di giugno cercando invano parole
che curino il dolore esco in giardino
a osservare la piccola famiglia
di tartarughe – genitori e figli –
sostare quieta in un cerchio di sole.
Questo di tante speranze mi resta
oggi: il calore di un pallido sole
che illude tutti, i testardi animali
corazzati contro le offese naturali
e anche i poveri poeti indifesi
e pieni di un’angoscia che rinnova
il dolore premendo sullo sterno
e soffocando il cuore ma lasciando
la mente presa nella rete dei suoi
ragionamenti… L’estate vicina
già punge con questi primi raggi
domenicali. Non serve e non vale
oggi incidere versi se in giardino
anche il merlo riposa sugli allori.
da ORE DORATE