IL FUTURO DELLA POESIA

Francesco Dalessandro

Francesco Dalessandro

Olandese volante alla deriva sull’azzurra
corrente sera di giugno e cielo cieco
come il nostro appartenerci “quando il Bene
ci abbandona, l’Amore, e la vita non consente
variazioni… è il suo stile” tra l’edera
e i lauri del giardino i tuoi testardi
animali sensitivi s’interrano aspettando
l’acqua le foglie tremano non meno
sensitive più verdi degli anni “se non hai
cuore se non hai fede non potrai
più scrivere… tu lascia che il passato
il passato si giudichi da solo –
ti domandano versi sul futuro: qual è
la prospettiva?” l’occasione fa il poeta
su lui pesa la grazia di un passato ancora
vivo e domani e domani è come un morto
giudizio poi che natura e arte
hanno virtù… “ma non sono mai state
virtuose” e la trama sospesa la perfetta
tessitura della mente cattura quel che sa:
età e mondo “un poeta annoiato
mentre sceglie quali versi lasciare
ai suoi posteri pensa al futuro?” – pre-
visione: una busta sigillata con le ultime
volontà: DA NON LEGGERE PRIMA DELLA MIA
MORTE – gracchiando la cornacchia il nero
uccello serale preannuncia quelle nubi
oscure apportatrici di pioggia, noi sedendo
e conversando le osserviamo
avvicinarsi…