III – L’AZZURRO DEL CIELO

Francesco Dalessandro

Francesco Dalessandro


Dorme, lei – lei che non dorme
mai quando i suoi cattivi
pensieri l’opprimono e inquieta
si gira e rigira nel letto, rancori
profondi ne turbano il sonno, ora dorme
forse paga del pianto che la notte piange
dietro la persiana abbassata la finestra
ben chiusa forse invece sopraffatta
da una stanchezza che perdona e addolcisce
anche l’ansia, perduta in un suo sopramondano
sogno; chi insonne soffre il proprio
dèmone attende l’alba il lucore
di un’aurora lontana che fra nembi
vuoti trovi una via rischiari le borgate
più remote le vie di popolari
periferie, che a lei doni il risveglio
presago di una domenica di pace
e di lavori domestici, a me il sonno
torbido e breve del mattino l’ozio
fra tavolo e giardino la solerte
necessità