Altra Neve

Francesco Dalessandro

Francesco Dalessandro

Neve di maggio: nel silenzio ottuso
dei sentimenti colse di sorpresa
e intirizzì cuori e ragioni, avvolse
il paese adagiato sulla bianca
costa del monte e che sopra la mobile
apparenza sembrava somigliare
a quell’esile nudo di ragazza
fiorito dal risveglio – l’uno a specchio
dell’altra (che con occhi ancora pieni
di sonno sorrideva) – o era miraggio
quel languore sfinito e abbagliante
il gelido mattino presto invaso
da un dolore più acuto del silenzio
e incessante, paziente, acuminato?
No, non era né inganno né morgana
invernale la mossa positura
che la luce dell’alba ghiaccia tenera-
mente baciava e faceva sua –
o se lo era nel fresco silenzio
della stanza era solo per il caldo
affanno della notte che il ricordo
riaccendeva – era il docile abbandono
del bianco sopra il bianco contro il muro
di luce oltre il suo fianco più reale
di un rimorso pudico e appena vero
se all’esultante aria del mattino
potrà svanire – simile al silenzio
diventato alla luce già frastuono.