Genesi inversa

Filippo Amadei

Filippo Amadei

Forse,
i suoi respiri terminali
altrove sono già
le euforiche, gioiosissime
pure contrazioni
di chi sta per tornare.

Mario Santagostini
Quando sono in dormiveglia il pomeriggio
sull’orlo di un sogno formatosi appena
di poche immagini ho una vertigine, a capofitto
cominciano a cadere i miei occhi
le ginocchia ritornano al petto, un anello
formano mani e tibie, un velo di placenta
sulle palpebre, la schiena si piega molle
i piedi si ritirano, nel grembo del sogno
sono un gomitolo di tendini e pelle
spasmi di vertebre nel liquido
viscido del buio – si azzera di nuovo tutto
il mio ultimo ricordo è la luce.
Da Saperti a piedi nudi (LietoColle, 2009)