Sulle quattro

Fernando Romagnoli

Stamane sulle quattro, vagolando
col mio scettro d’insonnia per la casa,
senza accendere le luci, m’avvenne
d’intuire alla soglia
del terrazzo qualcosa, tra feroce
e soave
– non certo l’umidore
dell’edera risalita in apnea
né fatasmi di voce dalle antenne
dei palazzi accosciati. –
Era là fuori
la notte in piena doglia;
si sforzava di uscire dalle grotte
di se stessa. Affannosa. Le esultava
l’ampio addome di brividi, il madore
ne intrideva le stelle.
Fu come
per una donna: trattenne
un lungo attimo il fiato. E il suo dolore
s’assommò, sangue ed anima, in un grido
– lassù – di rosa.