Sobillazione

Fernando Romagnoli

Nei ghetti del mio corpo, certe notti,
i cinque sensi circolano cupi
sobillando lo Spirito: “A che vale
il tuo slancio di fiamma, sempre eluso,
i rossi rami che s’agitano e attorcono
tribolati in abbracci di sé stessi
– mentre il buio si svincola illeso
e ripropone il dilemma – .
Far da barriera ai lupi, che ti vale.
all’alba sarai fumo”.
In quelle notti di congiura e d’odio
la fiamma geme, s’accuccia nel suo grumo
di braci: e invoca che su lei s’affretti
la pietà della cenere, l’assedio
d’occhi ferini in circoli
sempre più stretti.