IL MAESTRO E UNA MARGHERITA

Fabio Scotto

Fabio Scotto

a Elisabetta P.
Chi è
fondamentalmente
un maestro prende
ogni cosa sul serio
soltanto in
relazione ai suoi
scolari – perfino se
stesso.
Friedrich Nietzsche
Di quale stella è dimmi quel sorriso
che ti attraversa sorridendo il viso?
Quando dal più profondo sento amore
E tu mi chiami ancòra “Professore”
Gli occhi belli di pianto mi hai guardato
Ed ho tremato
Vorrei che fosse vera questa gioia
Per ogni volta che la notte se l’ingoia
Quando ti vedo timida guardarmi
E per difendersi non ci sono armi
Se ti avvicini un poco
mi assorbe il gioco
della tua bocca ciclamino
———
Avremo un bambino?
Elisabetta abbraccia le compagne
Un cigno viola
nel corridoio della scuola
Soltanto il tempo di spiegarti
——
senza parole
le carezze verdi
Ti porterei, sole
nei prati
margherita che li hai spettinati
Altéra tra i compagni
a Parigi
quella sera
La luna tra i capelli
e una maglia nera
Se tuo è quel viso che mi percorre il sonno
voglio dormire ancòra
fino a mezzogiorno
Un giorno ci sarà con te l’amore
Lo invidio già nei battiti quel cuore
Come mi pensi,
se mi pensi,
fogliolina?
Un gioco?
Un principe?
Un idiota?
Una storiellina?
Mi porgi le sopracciglia perché
le baci
Anche all’aria piaci