Meriggio d’agosto verso sera

Elisabetta Destasio

Rughe sul mondo,
selve d’alghe
ed anemoni come liane.
Capricci di muschi asserragliati agli scogli.
Ricordo quella strada scoscesa,
odore di fichi d’india
a grappoli, lungo il sentiero.
L’aria asciutta e bollente
spaccava le labbra delle ginestre.
Al finir dei passi,
s’apriva ai nostri occhi
lo spettacolo messo in scena
dall’argenteo mare.
Nudi i corpi.
Al far della sera,
riprendemmo il cammino
e dentro l’aggrumata aria,
i nostri profili avvinghiati
nelle ombre.
Tratto dalla raccolta “Sogno d’acciaio” Annales Edizioni, 2014