Orto

Elena Cattaneo

 

Elena Cattaneo

 

il dramma del corpo
che arretra
in ogni linea vitale
è novembre che ci dice della verza ghiacciata
turgida e mesta ai piedi dei cachi d’oro
trafitti su rami neri
le fragole d’agosto come lacci alle caviglie
e ranuncoli a bottone
un ordine cerchi padre
una appartenenza al suolo
il senso che bussa sotto l’ignoranza
tra le lumache gravide di lattuga giovane
non saremo redenti
e luglio l’ibrido ci inganna
siediti padre
attendi settembre
osserviamo lenti e sospesi
le nostre mani nella terra
semino fiori e frutti che mai
saranno dipinti di Willem Kalf
c’è poco nutrimento
non mi hai protetto, padre
da oriente sorge uno stelo ingarbugliato

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