Cartolina Postale

Ekaterina Grigorova

 

Ekaterina Grigorova

 

Qui tutto sembra una specie di tradizione, dopo trent’anni tutto
in questo luogo di villeggiatura è rimasto all’altezza.
Sto osservando un uomo che una volta chiamavano femminuccia.
Era il ragazzino più bello della classe,
un bel maschietto, altro che femminuccia.
E adesso, l’ora di pranzo, secondo l’abitudine
dei déjà vu sofisticati,
nel giardino estivo del ristorante
con belvedere sulle cime di fronte
vedo lo stesso maschietto da trent’anni mio compagno di classe
che accetta la stessa beffa dai compagni burloni:
“femminuccia”, “donnetta”.
Li ignoro, stringo la penna tra le dita
e guardo altrove come se fossi distratta:
parlare di generi infastidisce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.