Il Distacco

DIMCHO DEBELJANOV

DIMCHO DEBELJANOV

Sempre così voglio io ricordarti:
derelitta, affranta, senza più speme,
la mano tua ardente alla mia intrecciata
e chino il mesto volto sul mio petto.
Lontano tremola la città nella foschia,
accanto a noi, sul colle, fremono i cespugli
e l’amore nostro è or quasi più santo,
poi che lasciarci dobbiam.

“All’alba partirò, vieni,
e del tuo sguardo portami l’addio,
ch’io lo ricordi fedele e triste
nell’ora in cui Essa vincerà”
“Oh, tu, Derelitta, reciso stelo nella tempesta,
le preghiere ascondi; la nostra primavera, credi,
non resterà sogno incompiuto
e tu a me ancora tornerai!”

Sempre più tetra cade su noi la notte,
intreccian voli nell’oscurità le nottole,
la tua stanchezza attende l’ultimo riposo,
e nella fede mia io più non credo.

Tu la stretta allenti della mano ardente
e ti diparti, fisso nell’oscurità lo sguardo,
senza più forza nemmeno per il pianto.
Sempre così voglio io ricordarti…