Via Vizzani, Bologna

Davide Rondoni

Davide Rondoni

Via Vizzani, Bologna
I colori accesi del video sbiadiscono –
sta salendo l’alba
nel riquadro della finestra,
in una stanza dai mobili ancora provvisori,
in questa città italiana e feroce.
Miller scrisse
che saremmo tutti divenuti Rimbaud
e stanotte si è alzata
la mia sensibilità come un fischio
d’erba alle labbra di un giovane dio.
E ora che forza
il bianco dei primi grandi lenzuoli
appesi ai balconi, che stracci
di sonno nei rami degli alberi,
che eternità nella linea chiusa degli occhi
di mia moglie e che annunci
nel battito in gola dei colombi.
Ci sono notti gravi come stragi
e altre leggere come sogni
e notti che passano rapide
come shock in sguardi femminili.
Solo ora, nella luce interna dell’alba,
mi accorgo che qualcosa si è mosso
al centro dell’universo,
quella maglia l’ha rotta
una prima saetta di rondine,
un velo dal cielo forse s’é scosso
rivelando un azzurro estremo,
o era in moto la sotterranea faglia.
(Oppure il sorriso mezzo scemo di un angelo
coi sacchetti della spesa
che ho visto salire di spalle
sul primo tram,
il venticinque ancora grande e vuoto…)