L’angelo delle tangenziali

Davide Rondoni

Davide Rondoni

L’angelo delle tangenziali
Stava seduto sul guardrail
nella luce spiovente d’arancio
d’un grande lampione.
La nebbia
rancida
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bagnava – –
La vita, diceva,
bestia la vita,
mentre lo sfiorava la voluminosa
carezza dei tir
che vanno come sogni in autostrada.
Non mi trovo più addosso
un gesto solo che sia vergine
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che sia d’alba,
diceva fissandosi le mani,
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e di piano scimuniva.
(Lo incontro mille volte al ritornoda chissà doveo quando i viaggi nel sonno finiscono
su mozartiane
o vascorossiane tangenziali e poi si disfano in cunicoli,
mio povero angelo,
il mio e di ostiati come lui – -)
o mia vita, ripeto e ripeteva,che non senti l’albanelle ossa e nelle giunture, ma il sale e solo il vento che dirada mai, che si placa mai