Stupore

Daniele Bollea

Debbo essere venuto al mondo
affetto da inguaribile stupore
e naufrago rimasto sulla riva
ancora sono bagnato dall’ignoto,
da quel nero fondo prima d’esser nato
mare color d’ardesia incatramato.
E mi rallegra il sole
col verde, il rosso, il giallo,
l’azzurro ed il marrone, e la notte
col nero di bianco puntinato.
Nessun programma per domani,
tanto deploro uno spettacolo sciupato,
e più rivedo il film, più mi consolo,
sono ripetente di un giorno solo.
Un ripetente, che dall’ultimo banco
grida presente, in nome d’un mondo
vivo che in altra vita evolve pellegrino.
Un naufrago che dalla sua riva
di colorato incanto invoca
una breccia nella morta materia
di cui la vita nasce prigioniera
e a cui infine si arrende.
Pietà, pietà signore,
di ogni sorpresa di ogni stupore,
una breccia basta solo una breccia
e l’anima respira.
Da Lathe Biosas