Sera (in memoria di Hugo Claus)

Cees Nooteboom

Cees Nooteboom

La sedia azzurra sulla terrazza, caffè, sera,
l’euforbia si tende verso divinità assenti,
nostalgica della costa, ogni cosa un alfabeto
di desideri segreti, questa è la sua
ultima visione prima del buio,

il velo dentro la sua testa. Lui sa,
svaniranno le forme delle parole,
nel calice solo la feccia,
linee tra loro scollegate

che un tempo erano pensieri,
non verrà piú parola alcuna
che sia vera. Grammatica sbriciolata,
immagini sfocate senza legame,

del vento il suono
ma non piú il nome,
qualcuno l’ha detto
e la morte era distesa sul tavolo,

domestico pigro, in attesa
in corridoio, sorride stupidamente
sfogliando il giornale
con le sue folli notizie.

Tutto questo lui lo sa, l’euforbia,
la sedia azzurra, il caffè in terrazza,
il giorno che lentamente lo avvolge
e se lo porta via a nuoto,
animale mansueto
con la sua preda.