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Ci sono istanti che sembrano avere

Stefano Raimondi

Stefano Raimondi

Ci sono istanti che sembrano avere
parole esatte: silenzi tolti dal respiro
come da un impaccio, come
fossero tagli dentro tagli.
Sono questi i lasciti, i resoconti
di quello che si chiama amore
o quello strano modo di amare
che fa restare soli anche dentro
un fiato che chiede da che parte
appannare, disegnare cuori
sopra i vetri, da che parte stare
sulla parte fresca del cuscino.
Si educano gli amori – mi dicevi –
si educano a resistere
o a guardarsi dalla parte
che non si può mentire.
Tengo da conto mappe
di città lasciate con le mani;
segno dove si poteva andare
se solo il taglio della carta
non avesse tolto il nome alla via
a quell’unico posto dove
stare, è sognare con un respiro
esatto che non faccia paura.
Ci sono istanti che a capirli
non raccontano più nulla
ma fanno strade, piazze, facciate
dove appendere finestre, balconi
ringhiere e non sapere quale sia
la porta, il modo di fare stanza, bocca:
l’abbraccio che fa restare stretti
fino al mattino, senza chiedersi niente
semplicemente, senza niente.
Stefano Raimondi (Milano, 1964), inedito

Tanto non ti crederanno più!

Stefano Raimondi

Stefano Raimondi

“Tanto non ti crederanno più!
Neppure chi sapeva della tua calma, la stessa che stillavi dagli sguardi, dalla tua paura-stalattite che mi riempiva percolante. Io ero lontana da sotto.
E ancora dimmi da che parte colano le promesse e dove leggere la frase in pace: «E dì soltanto una parola ed io sarò salvata»? …e a chi ripeterla in eterno, dentro questa grotta e ancora farmi credere dall’aria?
Da qui gocciolo ancora di fiducia, da qui che non finisco di depositarmi inutilmente in te…e mai di te saprò mai dirne l’uscita, la luce e forse ancora, chissà, le stelle.”

Stefano Raimondi (Milano, 1964),daMonologhi slabbrati[Contro la violenza alle donne], inedito