Archivi categoria: Stefano Benni

Quello che non voglio

Stefano Benni

Stefano Benni

(una canzone per Fabrizio De André)

Io non voglio morir cantante
Se al buon sonno del padrone
Servirà la mia canzone
A gola storta voglio cantare
Ringhio di porco e romanze nere
Voglio svegliarvi col fiato ansante
Io non voglio morir cantante

Lamento del mercante d’armi

Stefano Benni

Stefano Benni

Ho venduto un pezzo di cannone
poi le ruote e un altro pezzo di cannone
la culatta e l’otturatore
il mirino e un altro pezzo di cannone
e altri tre pezzi di cannone
e adesso c’è uno in televisione
che dice che mi spara col mio cannone
chi lo sapeva che coi pezzi di cannone
avrebbe fatto un cannone?
Se lo avessi saputo
mica avrei accettato l’ordinazione

L’indovino cieco

Stefano Benni

Stefano Benni

Per quali prodigi e qual disegno
un albero cresca ramo dopo ramo
prendendosi il cielo, non so
nè so perchè i miei occhi di bambino
guardino ora dal volto di un vecchio.
Forse so la data della fine del mondo
e il primo palpito dell’inizio.
Ma non so cosa unisce il Padre al Figlio
e il Figlio alla ragazza dei profumi
e quella all’Assassino, al Teschio
e a Raiden il luminoso
e cosa li tiene sospesi sul filo
tra il primo e l’ultimo giorno
della loro vita preziosa.

I cagnolini

Stefano Benni

Stefano Benni

C’era un cane così bassino
che quando nevicava
cinque orme lasciava
le quattro zampette e il pisellino
C’era un cane così grosso
che il campione russo dei pesi
Anatoli Firzuskij di Thilisi
non riusciva e sollevare il suo osso
C’era un cane così fedele
che quando il padrone morì
sopra la sua tomba aprì
una bancarella di ex-voto e candele
crisantemi e patate salate
e fece quattrini a palate
C’era un cane così educato
che faceva la cacca in un prato
e poi per non sporcare
prendeva un treno accelerato
e l’andava a buttare a mare
C’eran due cani così puzzolenti
che nessuna pulce li abitava
e anzi il padrone li usava
per pulire vetri e pavimenti
C’era un cane con una coda nera
ma così lunga, ma lunga così
che se gliela pestavano venerdì
faceva cai cai domenica sera
E c’eran due cani poliziotti
che davan la caccia ai delinquenti
e ai ladri e ai bugiardi mostravano i denti
un giorno videro Andreotti
e dovettero tenerli in venti.