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Giorni

Philip Larkin

Philip Larkin

Dall’altro lato della notte
l’attende il suo nome,
la sua ansia surrettizia di vivere,
dall’altro lato della notte!
Qualcosa piange nell’aria,
i suoni disegnano l’alba.
Lei pensa all’eternità.

Partenza

Philip Larkin

Philip Larkin

Quando, verso mezzogiorno, si trovò al centro
del teatro antico,
lui, giovane greco, privo di sospetto, ma bello
quanto quelli,
lanciò un grido (non di ammirazione; l’ammirazione
non la provava affatto, e se anche l’avesse provata
non l’avrebbe certo manifestata), un grido semplice
forse per la gioia incontenibile della sua giovinezza
o per saggiare la sonorità del luogo. Di fronte,
al di sopra dei monti verticali, l’eco rispose –
quest’eco greca che non imita né ripete
ma semplicemente continua a un’altezza smisurata
l’eterno grido di evviva del ditirambo.
Traduzione di Nicola Crocetti

Ghiannis Ritsos
Il funambolo e la luna
a cura di Nicola Crocetti
introduzione di Ezio Savino
Crocetti Editore 1984, 2005