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Buona giustizia

Paul Éluard

Paul Éluard

È la calda legge degli uomini
Dall’uva fanno il vino
Dal carbone fanno il fuoco
Dai baci fanno gli uomini
È la dura legge degli uomini
Mantenersi intatti malgrado
Le guerre e la miseria
Malgrado i pericoli di morte
È la dolce legge degli uomini
Cambiare l’acqua in luce
Il sogno in realtà
E gli uomini in fratelli
Una legge vecchia e nuova
Che continua a perfezionarsi
Dal fondo del cuore del bambino
Sino al rendiconto supremo .

Il tempo si serve

Paul Éluard

Paul Éluard

I tuoi capelli d’arancio dentro il vuoto del mondo
dentro il vuoto dei vetri sporchi di silenzio
e d’ombra dome le mie mani nude cercano tutti i tuoi riflessi.
La forma del tuo cuore è chimerica
e il tuo amore assomiglia al mio desiderio perduto
oh sospiro d’ambra, sogni, sguardi.
Ma tu non sei rimasta sempre con me. La mia memoria
è ancora oscurata dall’averti vista venire
e andare. Il tempo si serve delle parole come l’amore.

In piena

Paul Éluard

Paul Éluard

In pena per un cielo infranto
per la pioggia che ci bagnerà
vado pensando alla gioia grande
che se vorremo ci prenderà.
Tra dovere ed inquietudine
esita quasta vita rude.
(È una molto grande pena
confessarlo, ora)
Qui ogni cosa odora d’erba.
Su tutto il cielo, in cielo, il volo delle rondini
ci distrae, ci fa pensare…
Io penso una speranza quieta.

In virtù dell’amore

Paul Éluard

Paul Éluard

Ho liberato la stanza dove dormo, dove sogno,
Liberato la campagna e la città dove passo,
Dove sogno da veglio, dove il sole si alza,
Dove nei miei occhi assenti, la luce si addensa.
Mondo a casaccio, senza superficie e senza fondo,
Dalle grazie dimenticate appena riconosciute,
La nascita e la morte mescolano il loro contagio
Nelle pieghe della terra e del cielo confusi.
Non ho separato nulla ma ho raddoppiato il mio cuore.
Amando, ho creato tutto: reale, immaginario.
Ho dato la sua ragione, la sua forma, il suo calore
E il suo ruolo immortale a colei che mi illumina.

La notte

Paul Éluard

Paul Éluard

Abbiamo passato la notte ti tengo la mano io veglio
Ti sostengo con tutte le mie forze
Incido su una pietra la stella delle tue forze
Solchi profondi dove scaturirà la bontà del tuo corpo
Ascolto in me la tua intima voce la tua voce per gli altri
E rido ancora di quell’orgogliosa che tratti
Come una mendicante
Dei folli che rispetti degli ingenui in cui credi
E nella mia testa che a notte
Dolcemente s’accorda con la tua
Mi meraviglio della sconosciuta che diventi
Una sconosciuta che ti assomiglia e assomiglia
A tutto ciò che amo
Che sempre si rinnova.

Libertà

Paul Éluard

Paul Éluard

Su quaderni di scolaro
Su i miei banchi e gli alberi
Su la sabbia su la neve
Scrivo il tuo nome
Su ogni pagina che ho letto
Su ogni pagina che è bianca
Sasso sangue carta o cenere
Scrivo il tuo nome
Su le immagini dorate
Su le armi dei guerrieri
Su la corona dei re
Scrivo il tuo nome
Su la giungla ed il deserto
Su i nidi su le ginestre
Su la eco dell’infanzia
Scrivo il tuo nome
Su i miracoli notturni
Sul pan bianco dei miei giorni
Le stagioni fidanzate
Scrivo il tuo nome
Su tutti i miei lembi d’azzurro
Su lo stagno sole sfatto
E sul lago luna viva
Scrivo il tuo nome
Su le piane e l’orizzonte
Su le ali degli uccelli
E il mulino delle ombre
Scrivo il tuo nome
Su ogni alito di aurora
Su le onde su le barche
Su la montagna demente
Scrivo il tuo nome
Su la schiuma delle nuvole
Su i sudori d’uragano
Su la pioggia spessa e smorta
Scrivo il tuo nome
Su le forme scintillanti
Le campane dei colori
Su la verità fisica
Scrivo il tuo nome
Su i sentieri risvegliati
Su le strade dispiegate
Su le piazze che dilagano
Scrivo il tuo nome
Sopra il lume che s’accende
Sopra il lume che si spegne
Su le mie case raccolte
Scrivo il tuo nome
Sopra il frutto schiuso in due
Dello specchio e della stanza
Sul mio letto guscio vuoto
Scrivo il tuo nome
Sul mio cane ghiotto e tenero
Su le sue orecchie dritte
Su la sua zampa maldestra
Scrivo il tuo nome
Sul decollo della soglia
Su gli oggetti familiari
Su la santa onda del fuoco
Scrivo il tuo nome
Su ogni carne consentita
Su la fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Scrivo il tuo nome
Sopra i vetri di stupore
Su le labbra attente
Tanto più su del silenzio
Scrivo il tuo nome
Sopra i miei rifugi infranti
Sopra i miei fari crollati
Su le mura del mio tedio
Scrivo il tuo nome
Su l’assenza che non chiede
Su la nuda solitudine
Su i gradini della morte
Scrivo il tuo nome
Sul vigore ritornato
Sul pericolo svanito
Su l’immemore speranza
Scrivo il tuo nome
E in virtù d’una Parola
Ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per chiamarti
Libertà.