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L’incontro

Migjeni

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O donna che t’incontrai il giorno della mia fortunata disgrazia
Con le paure e gli occhi del più cupo colore
Mi sentii della stessa sensazione,
vittima, come te
O donna che c’incontrammo il giorno della nostra fortunata disgrazia
Cuore a cuore, faccia a faccia
I sensi fusi in una dolce sintonia
Amaro pianto di nostalgia…
Cosi, in mezzo alla strada, vendemmo il nostro cuore
alla gente che di noi solo si burlò.
E soddisfatta andò via, compiaciuta per aver appreso
l’intimo segreto della nostra vita.
E noi due, di un dolore sincero soffrendo
Con il cuore in gola come due bambini
Persi in lontani paesi, nella notte buia…
O donna che c’incontrammo il giorno della fortunata disgrazia.

La Montagna da prendere a pugni

Migjeni

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Nel mio paese sventolano ovunque bandiere di una triste
alioia…

… e essuo può dire
che qui un popolo vive che qualcosa di nuovo sta costruendo.

Sulla soglia di ogni casa dove un segno di vita appare sventola una bandiera di triste malinconia.
MIGJENI A TORINO, Castello del Valentino

Versi Liberi

Migjeni

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Giorno dopo giorno declinano gli dei e sfumano le loro immagini negli anni e nei secoli e nessuno ora sa più chi sia dio, chi sia uomo.
Nel ervello dell’uoo dio si è raihiato
e con la mano si batte le tempia per il rimorso
e, pieo d’ira, gridado si hiede:

Che osa ai ho reato?

E l’uaità o sa più
se dio sia una sua creatura o se sia lei creatura di dio,
a s’aorge he è folle
meditare su un idolo che non risponde.