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Canicola d’estate

Meena Alexander

Meena Alexander

Nei giorni estivi di canicola mentre la mussola s’arriccia dal calore
E I grilli cantano sul nero albero del noce

Il vento solleva la mia vita
E la porta un po’ distante da dov’era

L’aeroporto Marco Polo mi ha spossato ancora,
Ho dormito su una sedia di plastic, ho preso untaxi di laguna.

Presto, troppo presto dove voci di bambini
Fanno il verso al chiacchiericcio dell’Internet Cafè

In Campo Santo Stefano un un luogo di caffè scuro
Bordelli di versi, scarne lodi di gioia,

Santo Stefano si piegò sopra una croce,
Un cane gli leccò il tallone, mentre sangue cola da un cartello

Sul muro della chiesa — Anarchia è ordine —
La profuga istriana raccoglie chiodi

Matterà insieme una gondola con frammenti di legname alla deriva
Gettato dale coste dell’affamato Adriatico.

Sono la donna che si è svegliata

Meena Alexander

Meena Alexander

Sono la donna che si è svegliata
Mi sono alzata
e sono diventata tempesta
fra le ceneri dei miei figli bruciati
I miei villaggi in rovina
e in cenere
mi riempiono di rabbia contro il nemico
Oh compatriota,
non mi guardare più debole e incapace,
La mia voce si mescola
con migliaia di donne in piedi
Per rompere tutte insieme
tutte queste sofferenze
e queste catene.
Sono la donna che si è svegliata,
Ho trovato la mia strada
e non tornerò mai indietro.

Una parola

Meena Alexander

Meena Alexander

Ci incontrammo in una città in rovina

Oltre l’estate delle nostre vite.

Prima di allora m’impauriva

Una parola – Dio.

Ora la mormoro

Quando le foglie di loto rabbrividiscono all’alba,

La bruma bolle nella pancia del fiume

Un pescespada salta spruzzando alla sua morte,

Io sento le tue mani

Carezzarmi i capelli togliendoli dal viso:

Ci abbracciammo in una casa d’osso

Mentre il leone di Ashoka balzava fuori dall’arenaria

E la rosa dipinta continuava a covare,

I suoi petali stinti in uno specchio opaco.