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Dentro la sparizione

Les Murray

Les Murray

Ritmi usuali di tempo in decomposizione
svaniscono, e la tua veglia
diventa laboriosa come una scienza.

Ti raggomitoli, e diventi
l’immortale io giovane
che sopravviverà ai tuoi sogni
e sparirà nel sopravvivere.

Il sogno porta avanti la sua storia
al ritmo della fiction
in un colore crepuscolare, senza sole,

si crede alle sue scene,
una biblioteca di ciottoli di legno,
puro arredamento mitico

vividi droni di conversazione –
ma gli amori non ritornano:
quegli incontri sembrano intrattenibili.

Urgenze del tuo tempo
se ne vanno alla deriva coi vestiti più marroni
camminando con te lungo le arcate
ma poi tu ti fai da parte,

sbigottito, a fianco delle migliaia
che si insozzano giù per un ripido steccato
dentro un’imminenza –

come nell’antico cunicolo,
metti in scena una galleria di immagini
di te che tieni traccia al tuo respiro
girando angoli che non ritornano

finché il banale che stordisce
ti restituisce la tua taglia di veglia
in brandelli di storia.

Diabetica

Les Murray

Les Murray

Un uomo tossisce come una scatola
e accende una luce gialla
per seguire la sua vescica

fuori, sopra la murata
del letto. Sbadiglia all’insù
cercando di non punteggiare il pavimento

di goccioline di pipì non trattenuta.
L’orologio sul comodino
morde un’ora che odia.

Zucchero, il ristoratore malato
tenuto a bada estraendo aghi.
Sciroppo di sangue, che taglia le gambe,

icore del vescovo
il cui nome è su una scuola
perché lui non poteva generare.

Come molti studiosi dagli occhi bianchi come latte
e agricoltori dal fiato corto
sopra a miliardi di persone in tombe dolci.

Ariel

Les Murray

Les Murray

Cinguettando all’insù, su ali raccolte,

queste piccole giacule brune

hanno conquistato altezze superiori

a quelle mai raggiunte

dalla loro specie,

ma la prima tra loro che cadrà

finirà preda del falco che volteggia

più in basso, e che le ha spinte fin lassù.

Niente è libero se è stato spiegato.