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Sterratori nella Florida

Langston Hughes

Langston Hughes

Sto costruendo una strada
per le automobili
che ci volino sopra.
Costruendo una strada
attraverso il folto di palmizi
che la luce e il progresso
VI corrano sopra.
Costruendo una strada
per i bianchi ricchi e vecchi
che ci passino sopra con le loro grosse vetture
e mi lascino qui come un palo.
Certo,
una strada è utile a tutti!
I bianchi in automobile…
I negri e l’America
E io ho il vantaggio di vederli passare.
Non ho mai visto nessuno
correre cosi bene prima d’ora.
Ehi, amico!
Guarda qua.
Sto costruendo una strada.
da Poesia americana contemporanea e poesia nera.

La madre al figlio

Langston Hughes

Langston Hughes

Figlio, ti dirò che la mia vita
non è stata una scala di cristallo
ma una scala di legno tarlato
con dentro i chiodi e piena di schegge
e gradini smossi sconnessi
e luoghi squallidi
senza tappeti in terra.
Ma ho sempre continuato a salire,
ed ho raggiunto le porte
ed ho voltato gli angoli di strade,
e qualche volta mi sono trovato nel buio,
buio nero, dove mai è stata luce.
Così ti dico, ragazzo mio,
di non tornare indietro,
di non soffermarti sulla scala
perché penoso è il cammino,
di non cedere, ora.
Vedi io, continuo a salire…
E la mia vita,
non è stata una scala di cristallo.

Le storie di zia Sue

Langston Hughes

Langston Hughes

Zia Sue ha la testa piena di storie.
Zia Sue ha un cuore colmo di storie.
Le sere d’estate sul portico
zia Sue stringe al seno un bimbo dal viso
[bruno
e gli racconta delle storie.
Schiavi negri
che lavorano sotto il sole cocente,
e schiavi negri
che camminano nella rugiada della notte,
e schiavi negri .
che intonano canti di dolore sulle rive d’un
grande fiume
si confondono dolcemente
nel fluire delle parole della vecchia zia Sue,
si confondono dolcemente
nelle ombre scure che passano e ripassano
nelle storie di zia Sue.
Il bimbo dal viso bruno ascolta
e sa che quelle di zia Sue sono storie vere.
Sa che zia Sue
non ha mai tolto quelle storie dai libri,
ma che sono uscite
proprio dalla sua vita.
E il bimbo dal viso bruno quieto
nella sera d’estate
ascolta le storie di zia Sue.
La madre al figlio
la vita per me non è stata una scala di
cristallo.
Ha avuto chiodi,
e schegge,
e tavole sconnesse,
e tratti senza tappeto:
nudi.
Ma sempre
continuavo a salire,
raggiungevo un pianerottolo,
svoltavo un angolo,
e certe volte entravo nel buio
dove non c’era luce.
Perciò, figliolo, non tornare indietro.
Non fermarti sugli scalini
perché ti è faticoso andare.
Non cadere, adesso:
perché io continuo ancora, amore,
ancora mi arrampico,
e la vita per me non è stata una scala di
cristallo.

La nostra Terra

Langston Hughes

Langston Hughes

Dovremmo avere una terra di sole,
di sole sgargiante,
e una terra d’acqua fragrante
dove il tramonto è un morbido fazzoletto di seta
rosa e d’oro,
e non questa terra
dove la vita è fredda.
Dovremmo avere una terra d’alberi,
alti alberi folti,
piegati al peso di pappagalli ciarlieri
lucenti come il giorno,
e non questa terra dove gli’ uccelli son grigi.
Oh, dovremmo tJvere una terra di gioia,
d’amore e gioia e vino e canto,
e non questa terra dove la gioia è un errore.

Sono un nero Pierrot

Langston Hughes

Langston Hughes

Sono un nero Pierrot:
lei non mi amava,
così io mi tuffai dentro la notte,
e la notte era nera, anche la notte.
Sono un nero Pierrot:
lei non mi amava,
così io piansi fin quando fu l’alba
e insanguinò le colline ad oriente
e il cuore, anche il mio cuore sanguinava.
Sono un nero Pierrot:
lei non mi amava,
così con l’anima un tempo a colori
come un pallone sgonfiato grinzosa,
me ne andai via nella mattina in cerca
d’un altro amore bruno.

Blues di nostalgia

Langston Hughes

Langston Hughes

Il ponte della ferrovia
è un canto triste nell’aria.
Il ponte della ferrovia
è un canto triste nell’aria.
Quando passa un treno
vorrei andare chissà dove.
Sono sceso alla stazione.
Avevo il cuore in bocca.
Sono sceso alla stazione.
Avevo il cuore in bocca.
In cerca di un vagone
che mi portasse al Sud.
La nostalgia, Signore,
è una cosa orribile.
La nostalgia,
è una cosa orribile.
Per frenare il pianto,
apro la bocca e rido.

Il negro parla di fiumi

Langston Hughes

Langston Hughes

Ho conosciuto i fiumi:
Ho conosciuto fiumi antichi come il mondo e più vecchi del
flusso del sangue umano nelle vene umane!.
La mia anima è divenuta profonda come i fiumi.
Mi bagnai nell’Eufrate che l’albe eran giovani.
Costruii la mia capanna sulla riva del Congo che mi cullò nel sonno.
Vidi il Nilo e v’innalzaI su le piramidi.
Ascoltai il canto del Mississippi
quando Abe Lincoln discese fino a New Orleans,
e vidi il suo corso melmoso indorarsi al tramonto.
Ho conosciuto i fiumi:
Antichi fiumi oscuri.
La mia anima è divenuta profonda come i fiumi.