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cosa chiedere oltre alle paure sconosciute?

Lamberto Donegà

X
Cosa chiedere oltre alle paure sconosciute?
Dove incontrare il tepore delle passate
stagioni e raccontare un gioco, un amore
e chiudere le ferite della malinconia?
La vita cerca di evitare le incoerenze dei sogni
l’ irraggiungibile ferita di aver
superato l’ ostacolo del dolore
per incontrare un sonno dolce.
Nelle impossibili parole di tristezza
si nasconde l’ assillo di un giorno inutile
una rete di frammenti inariditi
tanti rancori e rovine .
Il giorno
avvicina Narciso a volti pieni di sogni.
Siamo ormai
simili e distanti
.

i ragazzi s’abbandonano alla vita

Lamberto Donegà

II
I ragazzi s’abbandonano alla vita, alle sue storie,
in un giuoco futuro dove tutto inizierà per una scommessa
per un anello regalato per un miracolo
per sbrogliare il filo dei sospetti nel mezzo di una verità.
Essere liberi ai sensi di quest’odore
è staccarsi da alcuni silenzi
con una dolcezza inquieta,
e le stesse parole dell’ opera prima .
L’ instabilità del cuore ora è più chiara
nessuna soluzione nella consistenza dell’aria,
negli orti le parole seguono la nostra parte di ricchezza
e sembrano vicine a un segreto delle cose.
Uno sbaglio è un punto morto del mondo,
il girasole è bruciato dalle oscure parole,
i corpi non cercano di fluire in musiche
e bionde trasparenze della foglia.

nelle finzioni evapora la verità

Lamberto Donegà

I
Nelle finzioni evapora la verità, è un variare del corpo
per arricchire
altre epoche della vita fino all’esaurimento irrimediabile
della corrente, quando vogliamo tradire tutti.
I suoni dei tempi e delle notti
hanno dovuto inventare il karma occidentale,
beatamente vicino a troppe facce
piene di passione per emozioni sottili .
Nell’ascoltare o leggere Samuel Beckett,
il caso, le soglie, avvicinano l’ arte e la vita
all’ immaginazione
di un vago sonno di notte.
Non declino le fratture della vita ,
bendando il sorriso.
Non ha alcuna importanza vivere in fessura
vivere è un perfetto stile nomade .

non è ancora possibile Narciso

Lamberto Donegà

VIII
Non è ancora possibile Narciso
amare
dentro un respiro tra due punti fissi
fine e inizio del mondo.
L’ onorevole resa varrebbe il ritorno
all’ innocenza delle certe abitudini,
al loro appoggiarsi alla superficie delle parole
diventando sottilissima favola quotidiana.
La ruga ha cancellato in me le tracce del figlio.
Dove cercare una seconda nascita? Forse
interrompendo la causa della tachicardia
in una infinitesima preghiera nel corpo.
Ogni vantaggio è sospeso ,
riceverò nel tempo solo dolore
lasciando di là dai vetri gli anniversari
dispersi di un vento autunnale.

in uno spazio temporaneo

Lamberto Donegà

V
In uno spazio temporaneo, una volta al giorno
ritrovi impraticabili amori,
prima era facile smuoverli pungerli
in spezzoni di turpiloquio con voce inconfondibile .
Si inventa uno sport saltuario d’inferiorità
sui marciapiedi , a bordo di bus per schivare l’infelicità
o una intuizione in una metafora sopra le circostanze,
biografia raccontata in incontro piacevole .
Bellissime feste, nomi nuovi da gestire con
deboli sbadigli in idee d’ amore, di leggero vuoto.
Nessuno ha programmato
la breve impresa di provvisoria felicità.
I “superstiti” non hanno peso nella vita, hanno perso
la strada, hanno tradito,
hanno ripetuto un luogo comune per decenni,
inutile individuare la loro grammatica.

non parlare ai ricordi

Lamberto Donegà

IX
Non parlare ai ricordi
per affievolire il dolore nel petto
e comprimere i giorni in una flebile voce
e lasciare piccole tracce ai pensieri.
La giostra della fine, l’ acqua, i visi dimenticati,
la vittoria della sconosciuta del sogno vestita di bianco
piena di amore e ardore
nell’ inganno di vivere tra piante e giardini.
La vita è irraggiungibile per te Narciso,
ogni giorno ormai è un parlare di morte
in maschere immerse in un continuo lamento
per un’ indistinta identità .
Arriva il mattino contro ogni sorgente di acqua
fatto di spilli e ostinato dolore pieno di collera.
Rimane il danno dei demoni
e il loro deserto secco .

la necessità è uscire dal silenzio

Lamberto Donegà

IV
La necessità è uscire dal silenzio nel vivo scorrere
della corrente,
di colpo, senza ragion pratica
dimenticando il vedere le pure forme di vita .
Nel mondo verità cerca innocenza ,
senza mistificazione
o falsi margini di rischio.
Sublimità senza significati .
Poche regole di partenza in una neutra versione
dell’amore infinitamente imparziale e zero cose
in una materica superficie di coscienza
del rapporto di normalità senza pura patologia.
Altri appunti del giorno nel conoscere lo spazio,
il tempo con un ordine psicologico, gnoseologico,
epistemologico, antropologico ,
i depressi vivono a favore del fantasma del fingere di esistere.

alla fine ti inseguo Narciso

Lamberto Donegà

VI
Alla fine ti inseguo Narciso
attraverso città di nuvole in una domenica di gennaio.
Sei leggero senza il peso dei pensieri
e guardi libero verso la linea della fortuna .
Hai lasciato vivere a te vicino la notte
con un brivido al collo fino alla schiena
prima di salire una dura ferrata dopo i boschi
in cui tutto il cuore è avvolto di ansia.
Hai passato ore a dimenticare Eco
per incontrare il suo fantasma sconosciuto,
nemica di un unico viaggio
in un lutto di parole
Dissipato il tuo futuro
non cerchi di piangere e ascoltare.
Non conosci la morte, la morte
per lasciare la vita .

oltre la notte non hai forbici per tagliare

Lamberto Donegà

VII
Oltre la notte non hai forbici per tagliare
l’inverno negli occhi pallidi di Eco .Triste ,
vivi vicino alla sua ombra allontanando
il confine degli amati.
Rivivi i colpi di una infinita sbornia
sparsi nelle sue parole
vicine agli anni sempre possibili
raccolti in una idea semplice .
C’era un tempo una tua stagione felice ,
adolescente vivevi in una metafora viva
con una superba grammatica di pensieri ,
metodica fino a sciogliere ogni inganno
La solitudine non ti esclamava al posto del nome ,
l’ essere stato allontanato da un padre
e cercare un incontro felice
senza garze e bende o bugie .

orlavano sulle rocce le stagioni

Lamberto Donegà

A Stefano
III
Orlavano sulle rocce le stagioni le grandi scosse
del cuore in un luogo deserto, antiquato, asfittico .
Desideravi un invisibile abbraccio e un mio sorpreso sorriso
per il tuo ansimare oltre il cammino
Voleva strapparti gli ultimi anni, per rompere, modificare
la condizione umana ingenua di un disastro prodotto
da creature senza salvezza sempre allo stesso discorso .
del tempo inesorabile.
Il primato è il contatto con una verità,
realismo coatto, posizione della proprietà.
La giusta causa è altra cosa
dal destino “sperimentale”.
Uno specchio rifletteva,
gonfiava
il cuore e il bene del tuo cammino
in acque nascoste dai sassi: