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Canto ed elegia delle strade

Konstantinos Kavafis

Konstantinos Kavafis

Il primo passante che cammina;
il grido gaio del primo venditore;
lo spalancarsi della prima porta,
delle prime finestre – sono il canto
delle strade al mattino.
I passi dell’ultimo viandante;
il grido dell’ultimo venditore;
porte e finestre che si chiudono –
sono il canto elegiaco che si ode
quando fa sera per le strade.

Dopo il nuoto

Konstantinos Kavafis

Konstantinos Kavafis

Nudi entrambi, appena dall’acqua erano usciti
della costa di Samo, dallo svago
del nuoto (giornata estiva ed infuocata).
Tardavano a vestirsi, esitavano a coprire
la bella nudità dei corpi plastici, che con armonia
completava dei visi la bellezza.
Ah, che senso avevano del bello i Greci antichi
che la beltà del corpo giovanile
nuda mostravano, non diminuita.

Davvero non sbagliava il povero Gemisto
(pur tra i sospetti di Andronico e del patriarca)
a volere e a dire di tornare pagani.
Sempre sia rispettata la mia santa fede –
ma in qualche modo Gemisto è comprensibile.

Grande influenza aveva allora sulla gioventù
l’insegnamento di Giorgio Gemisto,
uomo saggissimo, di grande eloquenza,
che della cultura greca era l’araldo.

(1921)
Traduzione di
Renata Lavagnini

Poesia n. 288 Dicembre 2013
Costantino Kavafis. Le poesie incompiute
a cura di Renata Lavagnini
Fondazione Poesia Onlus 2013

 

 




È finita

Konstantinos Kavafis

Konstantinos Kavafis

Divorati dalla paura, assaliti dai dubbi,
lo spirito tormentato e gli occhi pieni d’orrore,
noi ci ingegniamo di cercare quello che potremmo fare
per allontanare da noi il pericolo
ineluttabile la cui vicinanza ci terrorizza.
In ogni caso, noi ci sbagliamo, non c’è niente sulla strada;
gli insegnamenti erano falsi
(oppure noi li abbiamo compresi male).
Un’altra catastrofe, che noi non abbiamo immaginato,
arriva subito su di noi in un lampo
e all’improvviso – troppo tardi, adesso – ci porta via.